Nell’antico tempo
riposava in te, nella notte, l’opera delle braccia,
nella storia passata hai visto i cuori uniti,
della città colpita
e hai mostrato il vero volto
del popolo risorto.
Hai donato anima ai figli della rinascita,
hai accolto lo spirito dei nuovi semi
mescolando cultura e libertà con il futuro.
Sei la culla dei sorrisi,
delle raccontate speranze,
dei vitali amori,
tra le mura che sudano di storia,
non ti arrendere,
continua coltivare la bellezza
come foglia di libertà.

É entusiasmante passeggiare in un quartiere, in un angolo di una metropoli con la voglia di ricostruire il suo passato e le vicende che lo hanno trasformato e plasmato.
Il quartiere situato nei pressi nella basilica di San Lorenzo e del cimitero del Verano, a Roma, nacque negli anni successivi all’unità di Italia in seguito alla costruzione di uno scalo merci ferroviario; crebbe, di lì a poco, con le costruzioni degli alloggi per i ferrovieri e per i lavoratori dello scalo. Il popolo operoso che in quegli spazi trovò dimora gli conferì un’anima e un’impronta molto definita anche da un punto di vista sociale e politico, che lo caratterizzerà nell’evolversi della storia della città.
Nel 1930 in quello che era un luogo di radici popolari e di operosità fu costruita la sede dell’Università “La Sapienza”; la cultura e la scienza incontrarono il popolo e come gli elementi liquidi diventano non più rintracciabili, così il sudore delle braccia, i rumori della gente e le serate in osteria scivolarono con semplicità verso il futuro.

Nel 1943 il quartiere subì un tremendo bombardamento da parte degli Alleati, che oltre ad uccidere 1674 persone a causa delle 600 bombe che lo colpirono, distruggendo le mura delle abitazioni nonché i luoghi del ritrovo, ne fortificò lo spirito e la capacità dei superstiti di preservare i principi che lo videro nascere e la resilienza di un popolo capace di stringersi per formare una comunità la cui forza non si vede ma si respira. Dal dopoguerra quello che ne uscì fuori fu un quartiere dimora anche di studenti, di artisti, di artigiani, di scrittori e intellettuali, anche perché luogo pieno di botteghe, locali, circoli e quindi incontri.

E la parola giusta che Vi posso lasciare, parlando di questo quartiere è “Incontro”, un luogo dove passeggiando sia ha ala sensazione di poter fare nuove esperienze che nascono dal confronto e dalla frequentazione degli spazi dell’uomo, dove rigenerarsi dalle fatiche ma anche dai dubbi che si manifestano nella nostra quotidianità.
Il futuro che aspetta San Lorenzo mi auguro e gli auguro sia un futuro di conservazione e cura di uno spazio che è prima di tutto culla di tutto ciò che nasce dal confronto, e non dallo scontro, dell’uomo con l’altro uomo, alcova delle idee e della creatività, luogo dell’abbraccio; ingredienti vari che in una città del futuro, ben amalgamata, non possono proprio mancare.
Oggi a San Lorenzo tutti ciò è presente e una semplice passeggiata sarà sufficiente per rendersene conto.
