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La Partenope velata

La Partenope velata

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Dipinta la tua bellezza di cospetto al mare 
Genesi dei sensi più profondi 
Ti lasci immaginare quale il frutto misterioso della passione  
E così la tua presenza oscura chi ti contraddice  
 
Nella tua meraviglia si svela la conoscenza 
La poesia definisce il contorno del tuo corpo 
La musica svela i tuoi seni eleganti e immortali 
Il tempo ti veste e ti traveste da te stessa  
 
Apri il tuo corpo ad ogni emozione 
Chiunque può essere tuo figlio, se perso nei tuoi misteri 
Riempi la vita lasciando spazi vuoti in fondo all’anima 
Al calar della sera nelle tue fessure profonde cadono i semi di un dolce ricordo. 

È interessante raccontare le emozioni che può regalare una città se, con un velo, si nascondono con dei versi. 

Semplici pensieri ispirati da una sirena che, nella poesia, prende la forma di una città. 

Partenope era una sirena dal canto ammaliatore, che tutto poteva; il tentativo vano di sedurre Ulisse la portò alla disperazione. Decise di buttarsi giù dallo scoglio, il mare fece il resto e decise di portarne a riposare il corpo sull’isolotto di Megaride, nel golfo di Napoli, oggi identificato con Castel dell’Ovo. Qui il mito, intriso della storia, si è fuso con la poesia più romantica e ci ha regalato l’immagine di una sirena che morente prende la forma di una città, con la sua testa adagiata sulla collina di Capodimonte e la sua mitologica coda sulla collina di Posillipo. 

Dalla sua bellezza e soprattutto dai suoi intimi particolari è romantico pensare che la città abbia dato, nel tempo, definizione del suo carattere, delle sue forze e delle sue contraddizioni. 

Napoli è una città anche identificabile con un simbolo mitologico. Partenope ha rappresentato la vita e la fecondità, e per questo, il popolo gli ha dedicato in passato dei templi nell’acropoli di Sant’Aniello, luogo oggi identificato nei pressi del Museo archeologico nazionale.  

E così la scoperta della città può anche assumere la forma di una passeggiata alla ricerca delle sue, anche irrazionali, origini. Cercando di portare in vita la sirena, in realtà, potrete avere la sensazione di essere accompagnati da una favola. 

Così in palazzo San Giacomo, oggi sede dell’amministrazione comunale potrete trovare “Marianna capa ‘e Napule”, un volto scolpito di donna, storicamente attribuito a Partenope che nel ‘600 rappresentava la statua che vegliava sulla città e sulla sua immortalità, posizionata, austera e rassicurante, in Piazza Mercato, nel punto che oggi è il borgo degli orafi. 

Nella “Fontana delle zizze” o meglio “Fontana della Spinacorona”, troverete ancora Partenope, nella forma greca classica di metà donna e metà rapace, che spegne con l’acqua che fuoriesce dai suoi seni le fiamme del Vesuvio, ancora percepita come protettrice e salvifica per la città. Potrete visitarne una copia in via Giuseppina Guacci Nobile, addossata alla Chiesa di santa Caterina della Spina Corona, in quanto l’originale è conservata nel Museo Nazionale di san Martino. 

In piazza Sannazaro, osserverete poi, Partenope trionfante e piena di interessanti simbolismi per la città, eretta in un momento di rivincita e di trionfo ma anche di grande speranza, con le sue fattezze tipiche di metà donna e metà pesce. 

Partendo dalle antiche figurazioni greche attraverso la storia, le rappresentazioni arrivano fino ai nostri giorni con i murales dell’artista Francisco Bosoletti sulla salita San Raffaele, nel quartiere Materdei, e dell’artista Leticia Mandragora sulla facciata di un palazzo in Piazza Francesco Muzii, nel quartiere dell’Arenella; forme artistiche che si fondono con il mito e con le immagini stratificate nel tempo, in un contesto che tende al bello, con una proposta che vuole essere la sintesi della natura di un popolo e della sua memoria. 

Immaginare Napoli come generata da una figura mitologica forse potrebbe fornirvi risposte, suggestive e romantiche, a molte domande. 

Il cuore d'acciaio di Torino

Il cuore d’acciaio di Torino 

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Torino con la sua austerità testimonia il rigore che l’uomo sa darsi. Strade e palazzi trasudano una civiltà fatta di pensieri e di gesti. Ma il silenzioso fragore dei suoi vicoli racconta che la città è passione per il buon tempo, passato insieme, gustando nel cibo la più intima forma della vita. 

Torino è anche la città in cui prende forma un oggetto che ha contribuito al cambiamento dello stile di vita e il cui rombo, per motivi anche irrazionali, più che generare fastidio, stimola passione e forza. 

Quando si diffonde in Europa l’invenzione dell’automobile e si spinge ai confini del bel paese trova in Torino la porta d’Italia. Lo spirito pioneristico e sognatore e le disponibilità economiche della sua ricca borghesia, frutto di importanti possedimenti e risorse, vengono, con grande desiderio di conquista, dirottati su investimenti che faranno della città il centro produttivo per eccellenza dell’automobile italiana. 

I tanti anni di storia d’Italia e di questo fantastico ed affascinante mezzo, saranno la testimonianza della grandezza dell’opera che Torino ha svolto per il progresso. 

La storia del Paese, di Torino e degli italiani prende forma tra le vie di questa nobile città all’interno del MAUTO, il Museo dell’Automobile. Considerato dal Times tra i 50 musei più belli al mondo, lo spazio e il luogo dedicato all’automobile prende forma in un percorso romantico di sviluppo e progresso della civiltà, attraverso i 200 modelli presentati ed allestiti per raccontare il viaggio dell’uomo in angoli felici della sua crescita. 

Passeggiare all’interno del museo Vi consentirà di ammirare le 80 marche diverse di automobili messe in mostra, apprezzarne la bellezza, il garbo, la magnificenza e l’evoluzione. Sarà per Voi una passeggiata in un tempo che proprio grazie all’automobile sentirete vicino, come a dare certezza al fatto che questo grandioso mezzo non ha solo ristretto le distanze e quindi lo spazio, ma lo ha fatto anche con il tempo. 

L’automobile si è impreziosita dell’anima di Torino e nello stesso tempo la città si è arricchita di una forma che è divenuta arte, genio e generosità. Oggi Torino è l’automobile e per sempre, nell’immaginario italiano, lo sarà.  

Abbandonatevi, quindi, a qualche ora di bellezza che saprà mostrarvi il MAUTO, sarà un percorso fatto di scoperte, di conoscenza, di sguardo sulla storia, testimonianza dei vostri tanti tempi presenti con un dolce sguardo sul futuro. 

Abbandonatevi al bello magari tra le righe di questi versi dedicati all’automobile. 

Tra i tuoi palazzi, o nobile città della gloria 

Avanzano imperatori di acciaio 

Curiosi di catturare la tua eleganza 

Nuovi da impreziosire il tuo stile 

Giorno per giorno riempiono la tua anima 

Anno dopo anno mostrano al mondo il tuo cuore. 

Eleganti nel tempo delle profumate passeggiate 

Austeri e tenebrosi per nascondere le profane divinità 

Dall’ampio aspetto a voler conquistare il mondo 

Umili e capaci di donarsi strumento a qualsivoglia cuore 

Veloci e aggressivi nel donare l’istantaneo senso dell’onnipotenza 

Presenti nel passato, certezza del presente e oracoli del futuro. 

Dai tetti di Torino si può vedere passeggiare un principe

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“Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare. Significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza” (Franco Arminio).

Le parole del poeta Franco Arminio rappresentano uno stimolo per il nostro pensare quando esso è rivolto al senso della vita, al come dare forma alla nostra quotidianità; tuttavia, potrebbe essere interessante immaginarle rivolte al viaggiatore e al suo desiderio di conoscere, di entrare in contatto con una città e con gli intimi caratteri di un luogo, molto spesso, trascurati ed ignorati.

Volendo concretizzare il consiglio del poeta, è possibile rendere unica e particolare la visita e l’incontro con una qualsiasi città e sicuramente con una come Torino!

Si può definire nobile, austera, misteriosa, tanto sincera quanto capace di nascondere il suo lato più oscuro, distante dal popolo ed esaltata dalla gente; interessante e affascinante con i tetti delle sue abitazioni, così ordinati, lineari come a definire uno stile, intervallati da spazi di vita in cui l’operosità del suo popolo crea un quadro che stimola curiosità e genera mistero.

L’osservazione dall’alto consente di percepire l’intrigo delle sue vie mostrando dimore la cui bellezza si sussegue senza interruzioni, così da immaginarla come percorsa da un uomo che cerca la sua storia come un principe a cavallo che prende coscienza delle proprie ricchezze.

Un principe solitario che prima di addentrarsi nelle trame della città per essere trasportato dal suo fascino decida, magari, di scrutarla dall’alto, iniziando dal panorama che offre il Monte dei Cappuccini; una collina interna alla città, donata dal Duca Carlo Emanuele I ai frati cappuccini nel 1500 e che oggi è in possesso di una terrazza che dona ai più romantici una meravigliosa vista sulla città e sulle Alpi, a pochi passi da Piazza Vittorio e facilmente raggiungibile.

Se a Torino si parla di un punto di osservazione dall’alto non si può non prendere in considerazione lo sguardo sulla città dalla sua Mole, simbolo stesso di Torino. L’unico svantaggio del guardarla dalla Mole è il non poter osservare questa splendida Torre e il come sia integrata nella città e riesca, agli occhi di molti, ad apparirne come la protettrice, il centro che attrae a sé l’identità di una città e del suo popolo. Salendo dall’ascensore panoramico è possibile arrivare al “Tempietto” da cui osservare Torino da ogni scorcio, con il Po a segnarne il passaggio delle acque come sinonimo dello scorrere del tempo. Dall’alto la città appare ferma nel tempo ma è pura illusione.

Il panorama è anche molto interessante osservando la città dai 40 metri del campanile del Duomo in Piazza San Giovanni, costruito nel 1468 in stile rinascimentale e sempre spettatore delle metamorfosi, spesso gloriose, della città.

I tanti parchi e le dimore situate sulle colline circostanti, fino ad arrivare a Superga, consentono di catturare innumerevoli scorci che mutano in cartoline, che presentano luoghi e atmosfere che hanno bisogno di essere viste e scoperte attraverso le tante strade che le compongono.

E allora vi invito ad un viaggio lento e non focalizzato solamente sulle attrazioni più famose bensì su quelle che stimolano il vostro spirito da esploratori.

Torino è una città ricchissima di musei: dal più famoso Museo Egizio, luogo espositivo dai caratteri internazionali in cui tutto è mostrato e spiegato alla perfezione, dove il percorso della conoscenza si fonde con la progressiva crescita della curiosità; al moderno Museo dell’automobile dove la storia di un secolo, e anche più, è tangibile, facile da interpretare e capace di suscitare in chiunque curiosità e ammirazione; tuttavia l’elenco dei musei è davvero lungo ed eterogeneo e non dovrete fare altro che scegliere in funzione delle vostre curiosità.

Il Museo del cinema ha la grande fortuna di trovarsi nella meravigliosa e suggestiva cornice della Mole Antonelliana, al suo interno sarà interessante pensare alla vostra storia osservando la grande collezione di poster cinematografici presenti nel museo.

Nel Museo nazionale del Risorgimento percepirete l’amor patrio e il sentimento degli uomini e dei ragazzi di quel tempo percependo l’orgoglio e la fierezza.

L’Armeria e il Palazzo reale riempiranno la vostra conoscenza di contenuti relativi alla vita dei nobili e vi consentiranno di leggere ancor meglio i tempi che furono, definendo così una storia di cui siamo figli.

Passeggiando all’interno del Museo della radio e della televisione, spinti dalla leggerezza e dalla spensieratezza, riconoscerete aspetti spensierati della vostra quotidianità.

Il Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso vi apparirà quanto di più curioso e surreale.

Il Museo della Sindone riuscirà a farvi attraversare la storia e il suo mistero, magari accompagnati dal soffio della fede.

Torino è poi una città ricca di palazzi, alcuni con un importante significato architettonico altri meno rilevanti, ma in ugual modo eleganti e protagonisti del paesaggio e dal suo susseguirsi di forme sempre in sintonia; nel vostro percorso vi fermerete spesso ad osservare, vi farete molte domande, figlie del vostro intimo interesse. Difficile sceglierne uno più di altro, l’elenco sarebbe riduttivo e toglierebbe significato al caso, Vi consiglio di lasciarvi andare alla curiosità che spingerà le vostre gambe in angoli più o meno noti, ma in grando di meravigliarvi.

Lo sguardo sui palazzi sarà quello che vi farà percepire la vostra visita come “la ricerca” dell’eleganza, con il giusto distacco con cui un principe osserva il mondo; vi sentirete immersi in una storia nobile, di un tempo che fu e che sembra comunque appartenervi.

Nella scoperta di angoli, palazzi, portoni non dimenticate che la città è piena di curiosità, posta al vertice del triangolo della magia nera insieme a Londra e San Francisco e al vertice della magia bianca con Praga e Lione, sono molti i caratteri che rimandano all’esoterismo e all’occulto, iniziando dalla pianta della città; starà a Voi scoprirli.

Utilizzando una guida potrete visitare la Torino sotterranea cercando le catacombe di alcune chiese, le cantine sotterranee e le regie ghiacciaie di Porta Palazzo, nonché la Galleria Reale, che percorsa dalle carrozze dei reali consentiva lo spostamento privo di sguardi indiscreti.

Una modalità assolutamente da non sottovalutare per comprendere la città è quello di respirarne l’atmosfera attraverso la passeggiata lungo i portici lunghi ben 18 km che, oggi, costituiscono un patrimonio architettonico, artistico e culturale con i suoi angoli intimi e accoglienti. Furono costruiti principalmente per consentire alla nobiltà di fare comode passeggiate sia con la pioggia che con il sole, a testimonianza di come questa città si proponga come un salotto, tanto comodo per chi la vive quanto accogliente per chi la visita.

Torino si trova anche in un ricchissimo territorio, pieno di risorse trasformate dalla tradizione e dalla sapienza in una ricchezza enogastronomica con una forte identità. Volendo esaltare con poche frasi questo aspetto della città potremmo dire che si presenta come una nobile tavola, elegante e fastosa sulla quale in ordine sparso troverete, come testimoni del territorio: la pasta ripiena, la saporita carne, le deliziose e sugose verdure sapidamente condite e dei vini che il mondo intero degusta con stupore; ed è su questa tavola che il nostro principe, dopo aver passeggiato tra le ricchezze della città può deliziare il suo palato e trasformare le sue fantastiche sensazioni in vera sazietà.

Quanto detto suggerisce che non esiste un tempo da dedicare a Torino, città da scoprire anche per i propri abitanti, proprio perché gli eventi della storia sedimentati dal passare dei giorni non fanno che far emergere, continuamente, il loro respiro più profondo. Due giorni, tre giorni, una settimana, è difficile consigliarvi; costruite la vostra vacanza con il tempo che volete e che avete a disposizione, consapevoli che è una città in cui tornerete.

E dopo questo punto di vista, Vi lascio immaginare il vostro viaggio sulla scia di un pensiero scritto, che viene dal cuore e che dedico a questo angolo di mondo:

Dai tetti di una città elegante,

Osservo la vita

Che scorre nelle vene,

Fatta di vicoli e incontri,

Che passa nelle stanze

Di austeri palazzi e desiderosi cuori,

Mi travesto da principe,

Desideroso di dominare lo spazio e il tempo

Che osservo brillare sulle facciate della città.

Scendo.

Guardo curioso il ritmo delle molte anime

e mi nascondo negli spazi coperti, dove cerco sguardi,

Vedo la storia che mi racconta la vita

Osservo le molte entrate nel quotidiano vivere,

Raccontano il passato e pongono i dubbi sul futuro,

Catturo il senso del presente,

E mi abbandono ai rumori, ai profumi e alle sensazioni della bocca.

Pieno di tutto, chiudo il mantello e lascio un fiore sulla città.

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