Il luogo di un viaggio può essere scelto in funzione delle atmosfere che regala durante la giornata e non solo per i luoghi ed eventi da visitare.
Se parli di Napoli, racconti del suo sole, della forza che, ogni mattina, forse da millenni, si manifesta in canti, grida, movimento, vivacità; un’energia che trascina e che ti fa sentire all’interno di un guscio, dove tutto è entropia.
Cosa succede quando quel sole, quello di ‘O sole mio, saluta la città dandogli appuntamento al giorno che verrà?
Verrebbe da pensare che la città della luce, dei quartieri in fermento lasci al passo ad una sera che è tempo di attesa.
Sicuramente l’uomo cercherà il suo ristoro nelle mura domestiche o negli spazi del quartiere, ma la città si trasforma; tutti i suoi caratteri più eccentrici, che durante la giornata hanno dato sfogo all’immaginazione, prendono forma e sbocciano in forme diverse togliendo quel velo trasparente della riservatezza, spinti dalla falsa consapevolezza che il buio alla fine nasconde le identità.
La sera di Napoli è il tempo in cui i suoni diventano musica, i rumori sono in grado di attirare le nostre paure, l’assenza di luce cela l’infinito del mare e del cielo e con le lampade mette in evidenza le crepe, le fessure di un corpo ferito che nella notte sembra che esali l’ultimo respiro.

Il cielo del giorno illumina il vicolo
Restituisce alla gente quanto il tempo toglie
Nei sorrisi e nelle urla si esprime la forza del sole
Calorosi sguardi ti accompagnano nel passaggio
Intimi profumi ti restituiscono la familiarità
Il tempo è breve ma il ricordo rimane per sempre.
La luce scompare
Il sole chiede congedo e promette il giorno
Le ombre dirigono il tuo sguardo
Sulle fessure del corpo
Sulle ferite che il tempo non guarisce
Come strappi alla bellezza.
La tua curiosità ferma il tempo
Avverti il senso di uno sguardo
La dolcezza di una voce
Guardi spazi illuminati dalle lampade
Cerchi invano il motivo del tuo osservare
Scopri il sangue che esce dalle fessure.

La sera di Napoli crea intimi spazi nei suoi vicoli ma è anche vero che allarga lo sguardo dell’uomo spinto da intimi pensieri.
Sono molti i luoghi che diventano “posto sicuro” per chi vuole osservare sé stesso con gli occhi fissi sul naturale scorrere della sera in una città. Ed ecco che un luogo vivo, rumoroso, eccentrico come Napoli si trasforma, se vogliamo, in un angolo dove dare sfogo ai propri pensieri, che emergono nella mente, semplicemente perché circondati da cose che piacciono e che fanno stare bene.

Solo attraverso i luoghi della vita semplice
Mentre la luce scende
Le case si accendono di vita
Fragore e rumore sembrano esprimere pace
Il passo vuole essere lento
Per ascoltare i battiti del cuore.
Mentre cammino sento accendersi la mia anima
Interrogativi e pensieri mi sovrastano
Accompagno in musica i miei discorsi
A passo lento il ritmo della vita entra in me
Cerco risposte, cerco la pace
E trovo i tempi e le melodie per accompagnare le mie domande.
Giungo al mare, la luce è assente
Le lampade disegnano un quadro temporaneo per la città
Mi convinco che l’immagine è mia
E negli spazi che la luce lascia all’immaginazione
Metto ordine ai miei pensieri,
Con il pennello della vita, piango e riprendo il cammino.

La sera di Napoli è il frastuono, il suono ritmato che la gioia, misurata durante il giorno, mette in mostra come forma di ringraziamento alla vita.
Musica, arte nelle strade fanno da cornice ai mille incontri in cui sembra da fare da sottofondo un vecchio disco del 1969, dove si racconta che: “la vita, amico mio, è l’arte dell’incontro”.

Mille voci trasmettono un solo messaggio
Si sovrappongono e spingono il mio ascolto
Verso forme sonore di condivisione
Di un tempo creato per celebrare il saluto del sole
In cui ascoltare il proprio corpo
In cui abbondonare le tensioni.
Si alternano spazi colorati ad ombre che racchiudono
Volti ed espressioni
Corpi dipinti in maschere del nostro tempo
Sguardi che sembrano persi ma sono intensi
comunicano con il proprio corpo
Esprimono il senso dell’inquietudine come la forza dell’amore.
Osservo e partecipo ad esplosioni di gioia
Nello stesso tempo come immobile
Accarezzo il mio essere vivo
Alimento il mio stupore
Avverto una ricchezza interiore
Che restituisco in mille sorrisi.

Le sere di Napoli vi invito a viverle in poesia, ascoltando e scrivendo i vostri versi sul quaderno dell’anima, definendo i confini del vostro percorso di vita.