Se avete poco tempo ed avete voglia di partecipare alla magia di stare qualche ora in un angolo di mondo dove tutto è stupore, è sapore intenso e storia, allora Amalfi è la meta che fa per Voi.

La costiera, meta turistica per eccezione del bel paese, è amalfitana perché Amalfi ne è il centro e aggiungerei anche l’anima.

Per raggiungere Amalfi, volendo sostare per una giornata o per qualche ora, Vi consiglio di seguire la via del mare partendo da Salerno, da Sorrento, da Napoli o dalle altre località della Costiera; approdare nel porto di Amalfi saprà meglio donarvi quella sensazione che si prova ad essere testimoni del tempo.

Amalfi deve la sua origine ad un gruppo di Romani che navigando verso Costantinopoli, in seguito a diversi eventi, diedero vita, su queste coste, ad un borgo di pescatori.

I piccoli pescatori, nel tempo, videro crescere il loro borgo che divenne un agglomerato sempre più importante fino a diventare la più antica delle Repubbliche Marinare; città importante per i suoi commerci, per la sua flotta e capace anche di scrivere nelle “Tavole Amalfitane” una raccolta di leggi, che parlano di commercio in modo moderno e attuale.

Ma nella storia, le grandi città e i grandi popoli non possono non conoscere anche momenti di difficoltà come saccheggi, maremoti ed epidemie, eventi che possono sicuramente modificarne la potenza economica e sociale ma che non incidono sulla storia, sull’arte e sull’anima del popolo che nei secoli si tramanda.

Già dalla fine dell’Ottocento con il miglioramento delle vie di comunicazione Amalfi ha iniziato il suo percorso di importante meta turistica, vocazione più che mai oggi attuale.

Appena sbarcati Vi consiglio di sostare per qualche attimo in piazzetta Flavio Gioia e pianificare così, con l’aiuto delle guide o delle varie ricerche internet, la vostra breve e intensa visita.

Quello che consiglio è di non soffermarvi troppo sul lungomare rimandando alle ore successive una piacevole passeggiata, questo perché per comprendere e vivere appieno il vostro momento è opportuno immergersi da subito nella sua magnificenza e nel posto che rappresenta l’essenza della sua unicità.

Da piazza Flavio Gioia, colui che diede luce all’utilizzo della bussola magnetica tra il 1250 e il 1300, potete iniziare il Vostro percorso per i vicoli del centro e in Piazza Duomo; un lato della piazza è chiuso da una scalinata che rimarrà per sempre nella vostra memoria e allora, non perdete tempo, spinti dalla sua grandiosità e dal suo fascino entrate nel Duomo, nella Cattedrale di Sant’Andrea, nel Chiostro del Paradiso, nella Basilica del Crocifisso e nella Cripta in cui troverete la tomba di Sant’Andrea.

In questi spazi avrete la sensazione della sorpresa, e mi raccomando scegliete, tra molti, il vostro angolo della bellezza e avvertirete la grandezza della storia che ha attraversato Amalfi lasciando che le culture, gli stili, le dominazioni si succedessero nel tempo a dare vita a qualcosa che oggi si può definire “grande”; Vi suggerisco di dedicare dieci, quindici minuti ad una sosta e ad una camminata nel chiostro del Paradiso, ammirando il giardino e la vista sul campanile, e sono sicuro che lo eleggerete a posto magnifico tra quelli che avete visitato nella vita.

Per chi ha fede la tomba di sant’Andrea si presenta come un luogo raccolto, adatto ad un momento di preghiera e di riflessione personale.

Lasciando il Duomo possiamo prendere un caffè e, perché no, gustare uno dei dolci della costiera ammirando la Fontana di Sant’Andrea, opera del ‘700.

Da qui potrete inoltravi nelle vie, più o meno nascoste, che si apriranno in affascinanti piazzette e unici scorci sul mare; sarà bello camminare senza meta nel rione Vagliendola, in strade più o meno frequentate, perdendovi nei piccoli vicoli e tunnel ed apprezzare il calore trasmesso dalle sue case in un misto di bellezza e decadenza che non può che tradursi in una sensazione di fascino.

Tra le tante attrazioni che troverete mi permetto di citarne e consigliarne alcune; Il suggestivo presepe all’Arco della Faenza e la passeggiata per arrivarci, La piazza dei Dogi, bella e intima, Il palazzo dell’Arsenale, che ricorda la grande storia della Repubblica Marinara, Il Museo della Carta che ci conduce alla conoscenza di un’arte che nei tempi ha contribuito a rendere famosa Amalfi nel mondo.

Dopo aver fatto il pieno di immagini e sensazioni, e perché no di sapori magari con un bel piatto di Scialatielli all’Amalfitana, dedicatevi ad una piacevole e lenta, per quanto possibile, passeggiata sul lungomare, con lo sguardo sul mare e sulla costiera e magari leggendo i versi dell’Elogio ad Amalfi di Salvatore Quasimodo;

“Qui è il giardino

che cerchiamo sempre e inutilmente dopo i luoghi perfetti dell’infanzia.

una memoria che avviene tangibile sopra gli abissi del mare,

sospesa sulle foglie degli aranci e dei cedri sontuosi

negli orti pensili dei conventi”

se riuscite a fermarvi fino al tramonto e alla accensione delle prime luci porterete con Voi un ricordo in più.