Per raccontare Taormina attraverso una passeggiata si può iniziare dal luogo che, in genere, rappresenta la destinazione più emblematica e rappresentativa della città, l’Antico Teatro.

Lo possiamo definire greco o romano, ma chiamiamolo “Antico” a testimoniare una storia che taglia trasversalmente la natura dell’uomo.

Luogo dell’immaginazione, dove l’uomo proietta la propria esperienza, che può essere descritto con frasi e spunti del cuore innaffiati dagli impulsi della mente, che raccontano quell’uomo che da sempre, nella storia, ne ha compreso e toccato gli effetti sulla propria anima.

Per Peter Brook il teatro è una forma empatica che crea la possibilità di accrescere le percezioni dell’uomo.

Per Eduardo De Filippo, il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita.

Per Eugène Delacroix, il teatro è una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare in una sola volta più emozioni possibili.

Per Pino Caruso, il teatro è una forma di felicità interrotta dall’esistenza.

Per Pippo Delbono, il teatro è un atto d’amore, una relazione amorosa, è un atto di comunione, un rito sacro.

Per Giorgio Strehler, il teatro è la parabola del mondo.

Per Fabrizio Caramagna, il teatro è la verità illuminata dalla finzione

Per Gigi Proietti, nel teatro tutto è finto ma niente è falso.

Per Vittorio Gassmann, il teatro è una zona franca della vita, lì si è immortali.

Per Giorgio Albertazzi, il teatro è guardare vedendo.

Per un anonimo, da ringraziare, il teatro è la passione del pensiero nello spazio.

Sono tante le definizioni, i pensieri che riguardano il teatro e sicuramente vale la pena leggerne qualcuna oppure meditare e pensare alla grandezza di questa arte e al ruolo che ha avuto o potrebbe avere nella nostra vita.

Queste definizioni aprono la porta alla riflessione nel giorno d’oggi, ma dovevano farlo anche nel mondo antico; di questo si può essere certi, visto che l’uomo ha inteso celebrarlo con opere magnifiche, in spazi meravigliosi a comporre un’alchimia tra spazio, pensiero e azione.

L’Antico Teatro è il luogo della celebrazione dell’anima che si fa vita tra gli uomini, che dona vita ad un ambiente tanto importante quanto celebrativo, che oggi noi osserviamo nei resti ma che dobbiamo immaginare nel centro della città di Taormina, capace di creare le condizioni che permettono allo sguardo di comunicare alla mente sensazioni di stupore, di magnificenza, dove l’iniziativa umana trova la scintilla per aprirsi al mondo, dove l’ampiezza dell’orizzonte ti dona la forza per modificare e migliorare il tuo punto di vista.

Il luogo principale per l’espressione, il palco, si unisce allo spazio e diventa centrale per la capacità dell’anima di aprirsi al soffio del cuore.

Il Teatro antico di Taormina è stato edificato dai greci nel III secolo a.C. e ricostruito in età romana nel II secolo d.C., in un luogo da cui è evidente la maestosità dell’Etna, simbolo del fuoco e del mare con il golfo di Schisò, a ricordare a chiunque che la vita in questo angolo di Sicilia si confronta quotidianamente con quello che la natura prende e restituisce all’uomo.

Fu costruito in uno spazio in cui le rappresentazioni drammatiche e musicali potevano avvantaggiarsi di un contributo scenografico che oggi è cartolina per il mondo, con le gradinate scavate nella roccia a seguire il naturale declino della collina, si presenta al mondo come posto nel mezzo tra la terra e il cielo, tra quello che l’uomo riesce a rappresentare e quello che il pensiero ha in serbo di raccontare.

La conoscenza degli aspetti tecnici, artistici del teatro è possibile attraverso i tanti approfondimenti che si trovano sul posto e non solo e dipende dal desiderio di ognuno di conoscere questo o quell’aspetto; potrà interessare la struttura architettonica o la tecnica di rappresentazione e ognuno deciderà come meglio approfondire.

Quello che Vi suggerisco è di visitarlo come fosse la porta dello stupore, magari prevedendo la partecipazione ad uno degli spettacoli in programma.

Potrebbe rivelarsi un’esperienza unica e inaspettata, figlia della casualità, come ad immaginare che in un preciso momento della vostra vita, una casuale scena, frutto dell’immaginazione dell’artista, vi possa comunicare qualcosa di unico ed importante.

Dopo l’esperienza dell’Antico Teatro può iniziare la vostra degustazione dei luoghi, riflesso di un bello che dura, antico e ben conservato dalla sapienza e dalla profondità dei valori del popolo che lo abita.

Passeggiando in Corso Umberto,  da Porta Messina a Porta Catania, consapevoli di attraversare una via che c’era già nella storia, sarete contornati dalle bellezze e dalla ricchezza di questo territorio, che troveranno espressione nelle tante botteghe, negozi, testimonianze architettoniche di epoche diverse, nonché semplici dimore siciliane molto ben conservate, punti di ristoro, intervallati da scorci, piccoli vicoli che vi inviteranno alla scoperta e che vi spingeranno verso un ignoto che non sarà altro che stupore.

Vi sarà impossibile trascurare la ricchezza dei sapori che si faranno vetrina.

Sulle ricchezze della tavola, celebrata con il giusto tempo, Vi invito a documentarvi per scegliere al meglio cosa assaggiare e dove farlo.

Sarete sicuramente catturati dal gusto improvviso e irresistibile dei cannoli, della cassata, dei dolcetti di marzapane, e delle varie granite.

Se avrete desiderio di pace e ristoro del corpo Vi consiglio di passare del tempo all’interno della Villa Comunale, che definirei tranquillamente l’oasi di Taormina.

Un giardino all’inglese, pieno di piante, edifici molto particolari, una composizione di idee, di pensieri istantanei di colui che l’ha creato, probabilmente per soddisfare il proprio bisogno di esprimersi e per gratificare lo sguardo della mente ma che ha, forse inconsapevolmente, donato al mondo e al tempo un luogo molto gradevole.

Prima di passeggiare lungo Corso Umberto, a catturare la Vostra attenzione sarà l’imponenza e la capacità di raccontare la storia di Palazzo Corvaja, una villa nobile, vecchia sede del parlamento siciliano, in cui si concentrano le influenze e le dominazioni che hanno arricchito la città, dalle origini arabe alle testimonianze architettoniche catalane e normanne; vi consiglio di visitarlo.

La passeggiata in Corso Umberto scorrerà nell’assoluta piacevolezza e avrete la voglia di percorrerla più volte e in diversi orari della giornata, fino a ad arrivare alla sera dove diventa il luogo della spensieratezza, che in vacanza è il vero motore del vostro ristoro.

La passeggiata, da concludere a Porta Catania, si impreziosisce con la unicità della terrazza panoramica sul golfo e sull’Etna che troveremo in Piazza IX Aprile, dove il cielo, il mare e il fuoco si mostrano all’uomo in un angolo di mondo impreziosito con dimore, torri, luoghi del culto e tanta bellezza.

Dopo Piazza IX Aprile incontrerete Piazza Duomo e la cattedrale di Taormina che nella sua struttura medioevale ricorda una fortezza, cornice di uno spazio e in cui sostare per una visita e un ristoro. Il centro della piazza è impreziosito dalla fontana seicentesca, osservatela fino a scorgere la centaura incoronata che sorregge il mondo e che mostra lo scettro del comando, una immagine che testimonia l’importanza che ha avuto nella storia questa città, capace nel tempo di immagazzinare tanta di quella luce da avere, oggi, la forza di restituirla.

Arrivati a Porta Catania potrete considerare completata la vostra passeggiata e la visita a questo angolo di Sicilia; tuttavia, non avrete esaurito l’elenco delle bellezze che meritano di essere osservate in questa città. Se ne avrete voglia e tempo prendete nota in modo da arricchire il contenuto culturale e la cifra esplorativa della vostra visita.

Vi consiglio l’Odeon romano, piccolo teatro, le Naumachie, nicchie di epoca romana, poi Palazzo Ciampoli, residenza gotico-catalana e Palazzo Duchi di Santo Stefano, capolavoro di Arte Gotica, sede della “Fondazione Giuseppe Mazzullo” in cui ammirare le sculture dell’artista e infine la Chiesa Madonna Rocca, scavata nella roccia con di fronte uno scenario naturale difficile da commentare.  

Mi raccomando non dimenticate, come già detto, di cercare ristoro, con piccole pause ma soprattutto con le delizie siciliane che a Taormina hanno il gusto dell’autenticità.